Salvia sclarea

Salvia sclarea

Estrogenico naturale Seboregolatrice Antitraspirante Antistress

Originaria del sud Europa e dell’Asia occidentale, la salvia viene coltivata in Provenza, ma questa produzione francese è diventata marginale rispetto a quella di altri paesi, come Stati Uniti d’America, Cina e Ucraina. Le sacche di essenza sono concentrate nei peli molto fini visibili a occhio nudo sul fusto della pianta. Il loro profumo molto particolare può ricordare quello dell’urina di gatto.

Principali proprietà:

È definita “mimetica degli estrogeni”, cioè esercita gli stessi effetti degli estrogeni naturali. Tratta quindi i disturbi della sindrome premestruale, regola i cicli irregolari e contrasta i sintomi della premenopausa e della menopausa (vampate di calore, sbalzi d’umore e sudorazioni notturne). Regola anche la produzione di sebo (pelle e capelli) e la sudorazione eccessiva.

È un eccellente anti-età, che contrasta rughe e perdita di tonicità della pelle.

  • Bagno
  • Vie respiratorie e diffusione
  • Via orale
  • Applicazione cutanea e massaggio

Ricette

Iperidrosi

Mescolare 2 gocce di olio essenziale di salvia sclarea e 2 gocce di olio essenziale di cipresso in 1 cucchiaio di olio vegetale di macadamia. Applicare la miscela sotto la pianta dei piedi e sotto le ascelle la sera dopo la toilette, fino a miglioramento (ma questa formula non deve essere utilizzata per più di 3 settimane consecutive). Dai 15 anni.

Amenorrea (interruzione del ciclo) o sindrome premestruale

Diluire 5 gocce di olio essenziale di salvia sclarea in 10 ml di olio vegetale di macadamia e massaggiare l’addome con questa miscela al mattino, per 1–2 settimane. Dai 15 anni.

Vampate di calore

Versare 2 gocce di olio essenziale di salvia sclarea su una compressa neutra, 3 volte al giorno per 4–5 giorni. Riservato esclusivamente agli adulti.

Stanchezza nervosa

Assumere 1 goccia di olio essenziale di salvia sclarea e 1 goccia di olio essenziale di menta piperita su una compressa neutra. Lasciare sciogliere la compressa in bocca al mattino, a mezzogiorno e verso le 16, per 2 settimane. Riservato esclusivamente agli adulti.

Precauzioni d'uso

Non deve essere utilizzata dopo un consumo eccessivo di alcol, poiché può causare nausea, vomito o emicrania. Il suo utilizzo nei bambini deve essere limitato a un massimo di 3-5 giorni.

NON CONFONDERE CON LA SALVIA OFFICINALE! Riservata alla prescrizione medica, viene utilizzata in farmacia per preparazioni magistrali.

NON UTILIZZARE In donne in gravidanza o in allattamento, in bambini di età inferiore ai 7 anni, in soggetti asmatici senza il parere di un allergologo, in persone affette da tumori ormono-dipendenti (utero, ovaie, seno, prostata, testicoli e alcuni tumori dell'intestino), in caso di fibromi o mastosi mammaria, in soggetti epilettici o con precedenti disturbi convulsivi.

Caratteristiche

Famiglia: Lamiaceae.

Organi produttori: sommità fiorite.

Profumo: verde “erba”, dolce, leggermente canforato.

Colore: da incolore a giallo-bruno.

Equivalenza: 1 ml → 27 gocce (dosaggio calcolato per un contagocce calibrato secondo la Farmacopea Europea).

Coltivazione e produzione

La salvia è coltivata in Provenza, ma la sua produzione, un tempo importante, è stata gradualmente marginalizzata dai grandi concorrenti, Stati Uniti, Cina e Ucraina. Gli scambi mondiali sono stimati in tremila tonnellate.

Estrazione e resa

Le foglie di salvia vengono raccolte nel giorno di San Giovanni e lasciate essiccare lentamente all'ombra. L'olio essenziale si ottiene dalla distillazione a vapore delle foglie e delle sommità fiorite con una resa massima dello 0,18%, ovvero 180 grammi per 100 chili di pianta.

Formula chimica

I principali componenti attivi dell'olio essenziale di Salvia sclarea, che ne conta duecentocinquanta, sono esteri terpenici (acetato di linalile), monoterpenoli (linalolo), diterpenoli (sclareolo) e cumarine.

Regina delle piante medicinali, la salvia può essere “dura” (sclarea deriva dal greco sklaros, ‘rigido’), ma è soprattutto salutare (salvia deriva dal latino salvare, “salvare”). Secondo la mitologia, abbondava nel prato dove Zeus, futuro signore dell'universo, fu allattato dalla capra Amalthea. Si diceva che proteggesse dalla morte e aiutasse le donne a dare la vita. Nel Medioevo, la maga divenne una santa. Si raccontava infatti durante le veglie che, quando Giuseppe e Maria fuggirono con il divino Bambino dai feroci soldati di Erode, un pio cespuglio di salvia li nascose ai loro inseguitori. Mescolata al vino, la salvia stimolava l'appetito. Aveva un posto importante nella farmacopea ed entrava nella preparazione dell'“acqua d'arquebuse”. Nel XVII secolo, il tè fu introdotto in Europa dagli olandesi in seguito a uno scambio con la salvia, considerata dai cinesi di qualità superiore. Le nostre nonne ne facevano dei decotti per curare la gotta, le intossicazioni alimentari e... il malumore.