Zenzero

Zingiber officinale

Pianta tropicale vivace, lo zenzero (Zingiber officinale) è originario del Malabar (India) e appartiene alla famiglia delle Zingiberacee.

  • Bagno

  • Applicazione cutanea, massaggio

  • Via orale

  • Via respiratorie, diffusione

L'olio essenziale di zenzero non ha, per diffusione, un odore molto gradevole. Per l'uso in cucina è sufficiente 1 goccia di olio essenziale per profumare un piatto per 5-6 persone.

Non usare: nelle donne in gravidanza o che allattano, nei bambini di età inferiore ai tre anni, nei soggetti allergici a uno dei componenti (limonene, linalolo), nei soggetti asmatici, durante il primo utilizzo, senza il parere di un allergologo, in caso di trattamento anticoagulante o prima di un intervento chirurgico.

Caduta dei capelli
Mescolare 1-2 gocce di olio essenziale di zenzero alla dose di shampoo.

Digestione
Mescolare 3 gocce di olio essenziale di zenzero con 3 gocce di olio vegetale neutro.
Applicare massaggiando sull'addome.

Massaggio dello sportivo
10 gocce di olio essenziale di zenzero, 10 gocce di olio essenziale di rosmarino canforato, olio vegetale di arnica.
Mescolare gli oli e farsi massaggiare prima e dopo uno sforzo.

Stimolazione della libido
Applicare alla base della schiena e lungo la colonna vertebrale 3 gocce di olio essenziale di zenzero diluite in 1 goccia di olio vegetale neutro, 3 volte al giorno.

Prendere 1 goccia di olio essenziale di zenzero su una compressa neutra 3 volte al giorno per 3 settimane.

È alto circa 90 centimetri; le sue foglie, persistenti, sono lanceolate. La pianta nasce da un rizoma, carnoso e molto sviluppato che si divide in nodosità ed è utilizzato in medicina e in cucina. Dopo la fioritura, compare una spiga a clava che contiene dei semi incapsulati all'estremità di un stelo corto scaglioso. Le foglie, se sfregate, sono molto profumate.

Usato da più di 3.000 anni, citato soprattutto nei testi vedici, lo zenzero è dalla notte dei tempi il principale rimedio della medicina indiana per curare i disturbi digestivi. Le donne lo consumano durante la gravidanza per evitare la nausea. Insieme al pepe, al chiodo di garofano e alla cannella è stata una delle piante aromatiche esotiche dall'odore e dal sapore forte che i romani andarono a cercare in Oriente per speziare la cucina e conservare la carne. Per questa ragione occupa un buon posto nella "lista delle spezie indispensabili in una casa" redatta nel I secolo d.C. dall'illustre gastronomo Apicius. Dioscoride e Plinio gli accordano anche delle proprietà afrodisiache. La sua radice nel "Tariffario del Maximum" del 301 d.C deve essere venduta a 400 denari la libra, prezzo elevato che ne testimonia la rarità.

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