Timo volgare timolo

Thymus vulgaris

Il timo comune (Thymus vulgaris) è un sottoarbusto vivace della famiglia delle Lamiacee che ama i terreni pietrosi e le garighe assolate.

  • Bagno

  • Applicazione cutanea, massaggio

  • Via orale

  • Via respiratorie, diffusione

L'olio essenziale di timo è eccitante: non va usato dopo le 17. Aggressivo per la pelle se usato puro, bisogna evitarne l'uso cutaneo su aree estese e diluirlo al 5% della concentrazione massima in un olio vegetale. Tossico epatico a dosi elevate e per durate prolungate, il suo uso per via orale necessita del consiglio di uno specialista. Per l'uso in cucina, è sufficiente 1 goccia di olio essenziale per profumare un piatto per 5-6 persone.

Non usare: nelle donne in gravidanza o che allattano, nei bambini di età inferiore ai dodici anni, nei soggetti allergici a uno dei componenti (limonene, linalolo), nei soggetti asmatici, durante il primo utilizzo, senza il parere di un allergologo, nei soggetti epilettici, puro per via orale nei soggetti con precedenti di gastrite, ulcera gastro-duodenale, epatite virale B, C o D.

Afte
Applicare con un cotton fioc 1-2 gocce di olio essenziale puro di timo timolo sull'afta, senza metterne troppo sulla gengiva. Ripetere l'applicazione 5 volte al giorno.

Bronchite
20 gocce di olio essenziale di timo timolo, 10 ml di olio vegetale neutro. Mescolare gli oli e massaggiare la pianta dei piedi 2-3 volte al giorno per 4-5 giorni.

Stanchezza generale
Mescolare 5 gocce di olio essenziale di timo timolo con 5 gocce di olio essenziale di chiodo di garofano in 10 ml di olio vegetale neutro; massaggiare la pianta dei piedi la mattina prima della doccia.

Raffreddamento
Zuccherate del succo di limone con 1 goccia di olio essenziale di timo timolo diluita in un cucchiaino di miele.

Alto da sette a trenta centimetri, ha steli legnosi e cilindrici disposti a ciuffi o a cespugli densi. Le piccole foglie grigiastre sono ovali e lanceolate; i fiori molto melliferi si aprono a spighe con ascelle di foglie. Il serpollino, detto anche timo selvatico o bastardo, possiede caratteristiche simili.

Da millenni l'uomo usa per curarsi e aggiungere sapore ai cibi il timo che nasce allo stato selvatico in tutto il bacino del Mediterraneo. Gli egizi lo usavano anche per l'imbalsamazione e a Creta e Cipro, isole laboratori delle piante aromatiche, accordavano grande importanza a questa pianta cara ad Afrodite. I romani la utilizzavano nelle eau de toilette e nelle creme di bellezza. L'amarezza del timo è all'origine della sua leggenda: sarebbe nato dalle lacrime della bella Elena tormentata dai rimorsi per aver scatenato la guerra di Troia. Il fatto che le api estraggano un miele molto dolce da questa amarezza ha fatto scrivere a Plutarco che somigliavano "agli uomini coraggiosi che sanno trarre vantaggio dai loro costumi austeri". In infusione il timo è uno dei rimedi preferiti della "medicina della nonna" usato contro un considerevole numero di malanni, dall'indigestione alla pertosse.

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