Dragoncello

Artemisia dracunculus

Il dragoncello (Artemisia dracunculus), pianta vivace a cespuglio, con molti fusti assai ramificati e foglie strette, appartiene alla famiglia delle Asteracee. È originaria delle steppe dell'Asia centrale.

  • Bagno

  • Applicazione cutanea, massaggio

  • Via orale

  • Via respiratorie, diffusione

L'olio essenziale di dragoncello è molto ben tollerato. Per l'uso in cucina, sono sufficienti una o due gocce di olio essenziale per profumare un piatto per 5-6 persone.

Non usare: nelle donne in gravidanza o che allattano, nei bambini di età inferiore ai sei anni, nei soggetti allergici a uno dei componenti (limonene), nei soggetti asmatici, durante il primo utilizzo, senza il parere di un allergologo, nei soggetti che svolgono un'attività professionale che richiede vigilanza.

Asma allergica
Applicare 3 volte al giorno 5 gocce di olio essenziale di dragoncello mescolate a 5 gocce di olio vegetale sul torace, il plesso solare e la colonna vertebrale. Respirare 4 gocce di olio essenziale di dragoncello su un fazzoletto.

Digestione
Prendere 3 volte al giorno, per 6 giorni al massimo, 1 goccia di essenza di limone e 1 goccia di olio essenziale di dragoncello su una compressa neutra, in un cucchiaio di olio d'oliva, di miele o su uno zuccherino (Rimedio non adatto ai bambini di età inferiore ai dodici anni).

Singhiozzo
1 goccia pura di olio essenziale di dragoncello sotto la lingua, da ripetere al bisogno 5 minuti dopo e gli spasmi scompaiono. Se il singhiozzo continua, consultare il medico.

Raffreddore da fieno
Applicare 5 gocce di olio essenziale di dragoncello mescolate a 5 gocce di olio vegetale sulle ali del naso e le tempie.

La moltiplicazione avviene per divisione dei ciuffi e per talea. Esistono molte specie di Artemisia (annua, arborescens, herba alba, pallens).
I due nomi, latino e popolare, del dragoncello provengono da proprietà reali o supposte. Il Medioevo vedeva nella sua radice l'immagine di un drago (drakonion in greco), lo credeva efficace contro i morsi di serpente e lo chiamava tarragon, dragona, erba del drago o artemisia serpentina. È Artemisia perché come Artemide dea protettrice delle donne, cura le affezioni ginecologiche. La pianta, introdotta in Europa dai mori andalusi con il nome di tharkoum, fu descritta per la prima volta dal grande botanico arabo del XIII secolo Ibn el-Beithar nel suo Trattato dei semplici. La considerava un ausilio prezioso per la digestione. Il dragoncello occupa il 7° posto nella produzione francese di piante aromatiche. È usato come condimento in moltissime preparazioni (aceto aromatizzato, mostarda, salsa bernese, ecc.).

ERBARIO AROMATICO & RICETTE

Tutte le piante dalla A alla Z o come utilizzare gli oli essenziali con molti suggerimenti e ricette.

Scoprire

Accetto

Proseguendo la navigazione su questo sito, l'utente accetta l'utilizzo di cookies o altri traccianti allo scopo di realizzare statistiche di visita e ottimizzare la funzionalità del sito. Per saperne di più e configurare i traccianti.

Poiché il sito Internet è essenzialmente destinato ad essere ricevuto sul territorio (italiano), il sito e il suo utilizzo sono disciplinati dalla legislazione italiana, conformemente alle disposizioni riportate sulle (CGU)